Iniziative Idealmente
Foto Friuli

IL GRUPPO DI AUTO MUTUO AIUTO

 

Insieme per affrontare i problemi, insieme per trovare le risorse

L’Associazione Idealmente Onlus offre varie attività di supporto ai familiari di persone con patologie psichiatriche; tra queste i gruppi di auto mutuo aiuto.

La realtà dell’auto-aiuto negli ultimi anni si è affermata sempre più, diventando valido complemento alle risposte offerte dalle istituzioni ai più svariati problemi socio-sanitari (psichiatrici, oncologici, cardiopatie, disturbi dei comportamenti alimentari, dipendenze, ecc.)

Tale fenomeno è certamente da mettere in relazione con la crisi dello stato assistenziale (welfare state) e al crescere del bisogno di servizi personalizzati rispondenti ai multiformi bisogni degli utenti e l’emergere di nuovi valori che esprimono la necessità di rapporti umani più intimi e di solidarietà quotidiana.

Peter Kropotkin all’inizio del secolo scorso, nel suo libro pionieristico “Mutual aid”, avanzava la tesi secondo cui la stessa evoluzione della specie umana sarebbe stata impossibile senza l’attitudine degli uomini a “riunirsi” tra di loro, a cooperare, a sostenersi reciprocamente di fronte ai problemi comuni o ai pericoli esterni.

Il movimento dell’auto-mutuo-aiuto rappresenta uno efficace strumento per cercare di rendere le persone non solo competenti nel cercare una migliore qualità di vita, sia per se stesse che per la comunità di appartenenza, ma anche protagoniste della propria realtà sociale e culturale.

I gruppi di auto mutuo aiuto sono formati da persone e/o famiglie che condividono una difficoltà, che si riuniscono per raggiungere l’obiettivo del reciproco sostegno e l’auto protezione. Il gruppo può essere una fonte per accrescere le possibilità di autodeterminare le proprie scelte di vita, migliorando l’autostima e il senso di autoefficacia, promuovendo le reciproche potenzialità positive attraverso il coinvolgimento personale. Gioca così un ruolo centrale la condivisione delle esperienze vissute che diventa strumento per “trasmettere forza all’altro”. La metodologia dell’auto mutuo aiuto si basa sullo scambio tra i membri del gruppo puntando sulla responsabilità personale dei singoli. Le persone partecipano secondo le loro disponibilità portando le proprie storie di vita, ognuno con la propria soggettività, ascoltando e comunicando.

Un gruppo AMA può dunque essere inteso come un tipo di risorsa comunitaria che privilegia, a partire dalla condivisione di un medesimo problema e bisogno, l’aiuto reciproco tra pari, incoraggiando la condivisione di un sapere che deriva dalla diretta esperienza del problema stesso e la cui leadership si trova tra le mani degli stessi membri.

Si può affermare che l’AMA si occupa fondamentalmente di empowerment, ovvero della “costruzione delle possibilità”, attraverso un processo di ampliamento e di un miglior uso delle proprie risorse attuali e potenziali.

Le particolari caratteristiche di questi gruppi permettono l’instaurarsi di dinamiche e processi che coinvolgono contemporaneamente la sfera cognitivo-comportamentale e soprattutto quella emotiva, affettiva e relazionale; condizione, questa, indispensabile affinché i processi di aiuto possano estrinsecarsi ed essere percepiti come utili dai partecipanti.

La condivisione dei problemi determina lo status di appartenenza al gruppo e con esso il percepirsi membri di un aggregato quasi familiare in cui prevale l’accettazione da parte degli altri con conseguente riduzione della stigmatizzazione dell’etichettamento a cui ciascun membro è soggetto nella realtà, fonte spesso di ulteriore sofferenza. Per soggetti che vivono condizioni di esclusione, di emarginazione e di solitudine, il gruppo rappresenta poi, una rete sociale di supporto con funzioni quasi di rete primaria. Diventare membri di un gruppo significa stringere nuove amicizie, rimediare alla propria solitudine, imparare ad organizzare costruttivamente il proprio tempo, ritrovare il senso di valore personale attraverso la sperimentazione dell’accettazione. (sentirsi parte della comunità)

Tutto ciò infatti, permette di cogliere attraverso un ritrovato senso di appartenenza, l’universalità di problemi e/o vissuti erroneamente percepiti come esclusivamente personali, con conseguente maggiore accettazione degli stessi, minor senso di colpa o vergogna e benefica sperimentazione di un sostegno empatico. (Superamento della solitudine e del senso di impotenza)

Oltre a ciò, inoltre, il gruppo attraverso i vari feedback offerti e la possibilità di confronto, favorisce in ciascun membro una maggiore sensibilità rispetto a ciò che accade in se stesso e nelle relazioni con gli altri, facilitando la revisione dei propri schemi di comportamento e di pensiero e acquisendo abilità e atteggiamenti più efficaci nei confronti del problema condiviso attraverso il processo imitativo. (Aumento della consapevolezza di sé e degli altri)

L’enfasi è posta sull’utilità della partecipazione e attività personale a vantaggio dell’altro, ovvero sulla cooperazione e sulla mutualità tra i membri, concretizzazione del principio che prevede che attraverso l’aiuto offerto a un’altra persona, si aiuta se stesso. (Incremento della generosità)

L’ascolto disponibile, rispettoso e partecipante favorisce l’esperienza di vicinanza emotiva, facilitando lo sviluppo di un profondo senso di solidarietà e la percezione del gruppo come spazio sicuro e stimolante.

In sintesi, colui che è coinvolto in questo processo, dando un aiuto vissuto come efficace, aumenta il senso di autocontrollo e di autovalutazione delle proprie capacità e potenzialità positive in quanto:

  • avverte un senso di “competenza” come conseguenza di un impatto significativo sulla vita dell’altro;
  • ha la possibilitĂ  di osservare il proprio problema a distanza, proiettato fuori da sĂ© e quindi diventa piĂą facile da controllare e da gestire;
  • sperimenta il senso di una propria utilitĂ  sociale e riceve un riconoscimento.

Se da una parte l’auto-mutuo-aiuto può essere visto come una risorsa per contrastare la crisi e l’affanno dei servizi formali di cura, dall’altro lascia intravedere un movimento di idee e di operatività che trovano la loro ragione di essere nel riconoscimento e valorizzazione delle risorse, capacità e competenze delle persone stesse portatrici di un problema. L’auto-mutuo-aiuto ha portato alla luce l’elevato potenziale di sostegno e di cura che esprimono in gruppo persone che hanno attraversato o stanno attraversando problemi similari.

Questo testo è una rielaborazione di Renzo Mosanghini dell’articolo “Il potere trasformativo dei gruppi di auto-mutuo-aiuto” di B. Sanfilippo e P. Algisi, Istituto A. Adler di Milano

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

I Commenti sono chiusi