Iniziative Idealmente
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Archivio di marzo 2016

Dopo Gerico – I nuovi spazi della psichiatria

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Cari soci e simpatizzanti

L’Associazione Idealmente onlus  augura

Buona Pasqua

 Vi invita a leggere questo quaderno di Etnosemiotica

 del  professor Francesco Galofaro  intitolato

DOPO GERICO

I nuovi spazi della psichiatria

Questa è la prefazione

Clicca qui per la traduzione in inglese đź‡¬đź‡§

Il testo di Francesco Galofaro, terzo numero della collana dei Quaderni di etnosemiotica, affronta un tema di forte impatto culturale e politico sul quale l’autore mette alla prova gli strumenti della semiotica e l’osservazione etnosemiotica nel tentativo di ottenere un incremento di comprensione e di capacità valutativa dei fenomeni.

Si tratta, come si evince dal titolo, dei nuovi tipi di trattamento del disagio psichico risultanti dalla caduta delle mura manicomiali, in virtĂą della legge Basaglia del ’78, e inevitabilmente inseriti, in una qualche misura e secondo modalitĂ  variabili,  all’interno delle reti costitutive della socialitĂ  quotidiana, attraverso strutture ricettive calate nel territorio e apparati di cura e sostegno socialmente trasparenti e tendenzialmente condivisi.

L’analisi di Galofaro profitta di un’astuzia: non si tratta di descrivere semplicemente quel che avviene, quel che si può osservare recandosi nei luoghi di residenza di quelli che sono diventati “utenti” delle strutture di cura, bensì di mettere in comparazione tra loro luoghi diversi nel momento della trasformazione stessa, ovvero di tentare di trarre suggerimenti per l’analisi dell’apprezzamento in vivo delle trasformazioni, piĂą o meno critiche, di questi stessi luoghi al momento del trasferimento dalle case abituali a quelle dedicate ai momenti di villeggiatura (mare e  montagna), scommettendo sulla rilevanza delle tattiche di riaggiustamento del valore della spazialitĂ  abitativa e sull’emergenza di valorizzazioni significative delle articolazioni concrete di questa stessa spazialitĂ .

I trasferimenti, ci dice l’autore, non sono indolori e i nuovi spazi in cui trascorrere alcune settimane all’anno richiedono una nuova taratura dei valori (che sono per più valori modali) legati all’appropriazione di porzioni di spazio da parte di ciascuno, sia dal lato dell’utenza che da quello degli addetti all’assistenza. Gli spazi appaiono immediatamente come spazi del vissuto e luoghi per strategie di privatizzazione o, al contrario, messa in comune, condivisione, di quell’ambiente che è destinato a diventare mondo della nuova quotidianità.

Il procedimento, inoltre, accosta due diversi approcci che diventano complementari per la descrizione dei fenomeni in questione: da un lato Galofaro lavora sulle trascrizioni di interviste e conversazioni con gli utenti, traendone un’importantissima indicazione,  quella per la quale l’analisi degli enunciati verbali, una volta orientata sulle scelte di tipo grammaticale e enunciazionale, può essere facilmente letta come una serie di gesti enunciativi, comportamenti veri e propri che producono posizionamenti dei soggetti rispetto alle strutture spaziali, temporali e attoriali del discorso,  con identificazioni, scarti e messe in prospettiva; dall’altro lato è l’osservazione dei comportamenti somatici, le scelte di occupazione spaziale, di strategie di accesso o occultamento,  che diventano rivelatrici del valore attribuito al sĂ© all’ambiente al contempo, in una situazione in cui il costituirsi di relazioni intersoggettive nuove (nuovi vicinati, nuove prossimitĂ , nuovi spazi pubblici, ecc. ) comporta un riassetto complessivo dell’immagine di cui si carica la nuova porzione di mondo in cui ci si trova calati.

E, ulteriore elemento di interesse, l’osservazione etnosemiotica permette di cogliere appieno il gioco di reciproca determinazione, all’interno di una stessa dinamica di valorizzazione, tra gli intenti, i percorsi, le azioni, le strategie degli attori, da un lato, e le strutture oggettivate degli spazi, dei tempi, dei ritmi, degli ostacoli, dei varchi, dall’altro.

In questo modo si trae il suggerimento di valore assai generale, che consiste nel porre la dimensione del valore come la dimensione autentica per comprendere i processi di soggettivazione e di oggettivazione, processi che  possono in questo modo apparire come correlativi nel valore, appunto, poli di relazioni di costituzione rispettiva.

Che da tutto questo si possano poi trarre indicazioni per migliorare le politiche di gestione del disagio, che la ricerca sulle articolazioni del senso per e con i soggetti utenti delle strutture sanitarie locali, tutto ciò, per quanto esplicitamente posto come scopo ultimo del lavoro, emerge in fondo quasi  necessariamente, a riprova del fatto che, piĂą che una risposta a problemi precostituiti, la modifica del reale trae il massimo del suo senso dalla comprensione dei fenomeni per come si danno a leggere e per come si aprono ad un’analisi approfondita “a vocazione scientifica”.

Francesco Marsciani, direttore dei quaderni di Etnosemiotica.

Professore associato.

Dipartimento delle Arti

Settore scientifico disciplinare: M-FIL/05 FILOSOFIA E TEORIA DEI LINGUAGGI

SocietĂ  editrice Esculapio

Prima edizione: settembre 2015

Quaderni di Etnosemiotica è una collana scientifica. Affida la valutazione della qualità dei lavori pubblicati alla discussione pubblica e alle recensioni. Non si affida ad altre forme di giudizio preliminare (in particolare anonime), che non siano le decisioni editoriali sotto la responsabilità esplicita del direttore.

Francesco Galofaro è Dottore di Ricerca in Semiotica e ricercatore membro di CUBE (Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica). Insegna semiotica del progetto al Politecnico di Milano, facoltĂ  di Design, laurea  specialistica in Design&Engineering. E’ co-fondatore e redattore della rivista Ocula. Le sue principali aree di ricerca: salute, cultural heritage, linguistica matematica.

Per i soci e simpatizzanti che hanno letto l’articolo  l’Associazione Idealmente onlus, in occasione delle feste Pasquali regala un video divertente, protagonista Vittorio Gassman ballerino di Jazz. Ed invia un saluto alla

North East *Ska Jazz Orchestra

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