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Archivio di settembre 2014

PROSSIMI APPUNTAMENTI

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Si informano i soci che il gruppo di auto mutuo aiuto si riunirà nella sede dell’associazione a Udine, via Pozzuolo 330, nei seguenti giorni :

giovedì  18 settembre ore 17

giovedì  16 ottobre ore 17

giovedì  13  novembre ore 17

giovedì  11  dicembre ore 17

 

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GLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI

Udine giardini di Palazzo MorpurgoOgni cosa che accade nella nostra società appartiene alla dimensione umana, e quindi è necessario fare un lavoro di avvicinamento ai fatti per riportarli nella dimensione della possibile comprensibilità. Ci dobbiamo interrogare su dove e come collocare l’eventuale fatto terribile: riguarda la persona nella sua fisicità, oppure la società o è una malattia?

Rispetto a queste domande riteniamo sia opportuno ricordare a grandi linee la storia degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari in Italia e gli ultimi avvenimenti, che hanno portato alla loro definitiva chiusura.

Gli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) sono una categoria di istituti che in Italia, a metĂ  degli anni settanta, ha sostituito i vecchi manicomi criminali.

In questi luoghi un detenuto diventa un internato sottoposto a una misura di sicurezza psichiatrica, perché ritenuto socialmente pericoloso.

In Italia gli OPG sono sei, e si trovano ad Aversa, Napoli, Barcellona Pozzo di Gotto, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere. Le persone che attualmente risiedono in queste strutture sono circa mille, e sono diminuite rispetto al 2010 quando si contavano dai 1.300 ai 1.500 residenti.

Udine Giardino del TorsoIl Parlamento ha approvato recentemente una legge, la n. 81 del 2014, che finalmente considera l’OPG come il vecchio manicomio, ovvero un luogo inadatto alla cura, e stabilisce un miglioramento dell’attuale normativa, con significative modifiche rispetto alla precedente Legge n.ro 9 del 2012.

La legge, tra le altre cose, prevede:

  • La chiusura degli OPG, che attualmente è prorogata ulteriormente al 31 marzo 2015
  • Di norma si adottano misure alternative all’internamento
  • Non si attribuisce la pericolositĂ  sociale perchĂ© la persona è emarginata lasciata senza cure.
  • Le regioni possono rivedere i programmi R.E.M.S. (Residenze per la esecuzione delle misure di sicurezza)  e utilizzare i finanziamenti a favore dei servizi di salute mentale
  • Obbligo di presentazione di programmi terapeutico-riabilitativi di dimissione per ciascuna delle persone ricoverate.
  • Limite alla durata della misura di sicurezza: stop ai cosiddetti “ergastoli bianchi”.

Comunque si può osservare che:

  • la legge non ha sciolto i nodi giuridici che sostengono l’Opg e quindi continueranno nuovi ingressi finchĂ© non si modifica il codice penale.
  • solo l’abrogazione e la riscrittura degli articoli 85, 88, 89, 91 e 222 del Codice Penale e l’articolo 530 del Codice di procedura penale potranno restituire alle persone con sofferenza mentale il diritto alla cura e ad un giusto processo.
  • dal punto di vista giuridico, l’internamento in OPG viola la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo oltre che gli articoli 2, 13, 27 e 32 della nostra Costituzione.
  • i programmi delle Regioni possono spostare attenzione e investimenti dalle Rems ai percorsi di cura e riabilitazione individuali, necessari per evitare l’internamento e capaci di andare verso il potenziamento dei servizi socio-sanitari territoriali.
  • sulla costruzione delle Residenze, alcune Regioni (come Toscana e Piemonte) hanno deciso di ridimensionarle, mentre altre, come il Friuli Venezia Giulia, di non costruirle.

L’ Associazione Nazionale delle Associazioni per La Salute Mentale, Unasam, rispetto alla recente proroga della chiusura degli OPG, ha affermato:

“Esprimiamo la nostra totale e decisa contrarietà  a qualsiasi ipotesi di ulteriore proroga alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) perché il problema è drammaticamente urgente e noi siamo vergognosamente in ritardo. Ed una proroga, come quella richiesta dalle Regioni, per la costruzione delle cosiddette “R.E.M.S” (Residenze per la esecuzione delle misure di sicurezza) offende e indigna le centinaia di famiglie che attendono una decisione chiara da parte dello Stato. Gran parte delle persone ancora internate potrebbero uscire in tempi brevissimi,  molti anche domattina, se i DSM fossero messi in grado di assumersi la responsabilità della loro presa in carico attraverso adeguati percorsi riabilitativi personalizzati come la stessa legge 9, pur con le sue ambiguità, prevede”.

Vi proponiamo per concludere un filmato che illustra ciò che accade all’interno di un OPG.

Luigi Rigoni ha vissuto sulla propria pelle l’inferno degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e la sua testimonianza è il filo conduttore di Lo Stato della follia, il film documentario del regista Francesco Cordio che denuncia l’orrore degli OPG.

Il filmato integra la narrazione di Rigoni con i filmati realizzati dallo stesso Cordio durante i sopralluoghi effettuati a sorpresa negli OPG nel 2010 dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, presieduta da Ignazio Marino.

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