Iniziative Idealmente
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Archivio di agosto 2011

SUL SESSO : RISVOLTI SOCIALI ED INDIVIDUALI

 

 

La prima considerazione relativa alla parola sesso, di per sé ambigua, è se si tratta di una caratteristica propria di un individuo o se riguarda un preciso comportamento legato alla sessualità e quindi ad un comportamento sessuale. Dal punto di vista biologico il sesso risulta come un complesso di caratteri atti alla perpetuazione della specie. Relativamente ad un essere vivente nulla è più decisivo del sesso. Esso infatti viene determinato, forse dal caso, al momento della fecondazione. In tal senso le attività che riguardano direttamente ed indirettamente la sfera sessuale nella vita di un individuo sono a dir poco rilevanti per quantità, qualità ed impatto sul benessere e l’integrazione.

Nella specie umana la modalità della riproduzione è quella sessuata; questo procedimento oltre ad essere complesso è anche energeticamente dispendioso, sia per l’individuo che per la società, ma risulta utile in quanto favorisce la variabilità genetica. Le manifestazioni di tali attività, che appaiono in tutte le forme viventi, risultano via via più articolate nelle specie superiori fino ad arrivare alla più ampia variegatura presente nel genere umano. Se dovessimo sviluppare una graduatoria nelle classi inferiori la spinta sessuale non avrebbe confini in una sorta di “tutto permesso” per la perpetuazione della vita. Nelle specie superiori vi sono delle limitazioni che si esprimono a livello di intervalli temporali o stagionali e quindi riguardano, il tempo, lo spazio, e comportamenti peculiari. Nei gruppi umani probabilmente troviamo la più vasta variabilità culturale di accesso alla sessualità, sia sociale che privata. La variabilità porta alla differenziazione in ciò che è permesso, in ciò che è tollerato e in ciò che è proibito, in ambito pubblico e in ambito privato. Nel genere umano le tipologie relative alle attività e alle manifestazioni sessuali rientrano in gran parte delle attività quotidiane, dall’altro l’accesso alla sfera sessuale più intima è modulato, ad un livello privato. In questa alternanza fra pubblico e privato entrano in gioco le variabili culturali. I comportamenti, compresi quelli sessuali, sono sempre inseriti all’interno di un contesto e risultano inscindibili ed imprescindibili da esso. Esistono situazioni legate a comportamenti sessuali o sessualizzati che, pur non configurandosi propriamente come reati, alterano negativamente le relazioni soprattutto all’interno della sfera domestica e familiare. Questi comportamenti in ambito sessuale possono essere legati ad esempio alla masturbazione. Tale attività difficilmente valica la sfera personale e privata e la barriera generazionale ma se ciò avviene possono insorgere problematicità. Tale pratica può assumere tratti aggressivi o valenze ricattatorie e punitive che generano profondo disagio. In tal senso è opportuno qualora si riscontrassero tali comportamenti avvalersi di un consulto e della collaborazione di esperti a livello psicologico considerando l’eventualità che tali comportamenti nascondano problematiche di personalità con ripercussioni in ambito relazionale e sociale.

“Uscendo in strada incappate in un uomo nudo, scalzo, che pronuncia frasi senza senso guardandovi fisso negli occhi” Certamente tale visione desterĂ  in voi preoccupazione, considerato che nella nostra societĂ  l’esposizione alla visione degli organi genitali è limitata all’ambito medico e a quello pornografico. Lo stesso comportamento però inserito all’interno di un rituale africano passerebbe inosservato. Partendo dall’esempio proposto approfondire l’argomento legato alla sessualitĂ  e al sesso significa inevitabilmente affrontare ciò che è permesso e ciò che è vietato o addirittura perseguito nella nostra societĂ  di riferimento. Da un lato ricordo che la promozione di attivitĂ  sessualizzate nella nostra societĂ  è intensiva, stratificata a tutte le classi sociali e d’etĂ  della popolazione e pervade le attivitĂ  quotidiane di ciascuno. Dall’altro l’uso e a volte l’abuso dei media di ciò che è legato al sesso come ad esempio il corpo e la corporeitĂ  porta con sĂ© messaggi e miti, (non esenti da insidie) legati al potere, al piacere, al consumo, alla performance. Ciò fa meditare su quello che è il significato che può assumere la sfera sessuale nella nostra sociètĂ , non piĂą visto unicamente come spinta graduale, positiva,  orientata al futuro ma come valore sociale di scambio. La contraddizione del contesto, sta nel promuovere, nello sponsorizzare, nell’esasperare o estremizzare le posizioni salvo poi celare, ignorare la sessualitĂ  quando si presentano come disturbo; ovvero quando si manifesta come problematicitĂ . Ed allora ecco che la scarsa attenzione alla sessualitĂ  come disturbo riesce ad emerge solo quando siamo di fronte ad un agito, ad un’emergenza, ovvero quando il problema dalla sfera personale passa ad una dimensione sociale. Proprio in questo passaggio vi è sempre un’omissione, ovvero quando una condizione di sofferenza può trovare sfogo solo con azioni disorganizzate, magari violente e scomposte. Ciò che è vietato a livello sociale riguarda ciò che viene punito come reato che nel caso della sfera sessuale riguarda principalmente i reati come la pedofilia, la pedopornografia, l’incesto, l’abuso, lo stupro. Questi comportamenti che si concretizzano molto spesso fra le mura domestiche, nelle case e nelle famiglie, devono necessariamente valicare la sfera privata e, attraverso l’atto della denuncia, raggiungere una dimensione pubblica. Tali reati, sono connotati dall’inquadramento giuridico come reati contro la persona e vanno smascherati con la convinzione che in questo modo sia possibile tutelare le parti coinvolte, quella “di vittima” ed anche quella “dell’aggressore”. Ma non è sufficiente limitarsi a questo rapporto di causalitĂ  lineare fra vittima ed aggressore; non vedere che comportamenti così impattanti hanno delle ripercussioni a livello familiare e microsociale è un atto grave e livello istituzionale. Sul territorio nazionale sono dislocate diversi organi deputati alla tutela del benessere dell’individuo come ad esempio la scuola, che tutela prevalentemente i minori, dei Servizi territoriali come i Centri di Salute Mentale, i Ser.T. e i Consultori Familiari. Le storie di violenza spesso iniziano a prendere voce proprio a questo livello anche se le istituzioni spesso limitano il loro intervento alla diade vittima/aggressore. Si può veramente affermare che in tali circostanze essi siano gli unici attori coinvolti?

Di fronte ad un congiunto, un figlio o un padre, che commette ad esempio il reato di stupro il supporto ai familiari sia della vittima che dell’aggressore è a volte inadeguato. Quando intervengono tali situazioni a livello familiare il relazionarsi all’interno della famiglia inevitabilmente viene stravolto è la gestione di tali drammi è lasciata alla sensibilità o alla responsabilità di ciascun componente. Affrontare le reazioni emotive che situazioni simili innescano, come ad esempio la depressione o di rabbia di un congiunto, il senso di colpa o la vergogna che si distribuiscono su tutti gli interessati, restano il più delle volte inascoltate, non prese in considerazione, lasciate al caso. Se ancora a livello istituzionale non si avverte la necessità di supportare anche i familiari e le persone coinvolte nei reati che riguardano gli aspetti sessuali le tecniche di supporto a tali situazioni esistono già e sono disponibili e vanno dalla psicoterapia familiare ai gruppi di auto mutuo aiuto modulati da esperti.

Quando la responsabilità non è più individuale, ovvero quando la capacità dell’individuo di intendere e volere è limitata e la decisione di come interpretare e contestualizzare i comportamenti sessuali non è più della persona, dell’individuo, della propria individualità, ecco che tale responsabilità ricade sulla società e sull’istituzione. E’ il caso delle persone inabili od interdette che vengono affidate a strutture deputate alla cura. Per tali strutture gli ambiti d’azione spaziano dalla prevenzione di gravidanze, alla responsabilità nei confronti dei pazienti, al coinvolgimento dei familiari. Nel campo della salute mentale gli aspetti legati alla sessualità tropo spesso vengono trascurati, non visti, considerati scomodi, disturbanti o ancora fraintesi, fino a poter creare imbarazzo anche nel rapporto fra operatori e pazienti.

Per la persona affetta da disturbi sessuali, tali comportamenti, spesso incontrollati, causano inevitabilmente forti ansietà e contribuiscono a diminuire una già magari scarsa autostima. Se anche le manifestazioni dei disturbi sessuali come quelli legati al desiderio, all’eccitazione, all’orgasmo, possono sottendere difficoltà ad esempio nella relazione con il partner, le manifestazioni di sessualità a livello pubblico probabilmente nascondono problematiche anche più ampie. Tali comportamenti se non trovano una dimensione propria, uno contesto di sfogo e se non connotati e indirizzati positivamente oltre a negare formidabili opportunità possono facilmente trovare sfogo in manifestazioni sempre più eclatanti. Il disagio è correlato al sentimento di inadeguatezza che tali circostanze contribuiscono ad aumentare.

Non sono nemmeno le situazioni di vicinanza, anche fra pazienti, che devono essere viste come situazioni “pericolose” anche tale tipo di orientamento finirebbe per acuire l’isolamento e l’emarginazione e non aiuterebbe di certo a costruire significati più coerenti per chi magari è alla ricerca di compagnia, di conforto e condivisione di attimi di vita.

Poter parlare, in contesti adeguati e protetti, anche dei comportamenti sessuali inadeguati, consente di accogliere tali manifestazioni e collocarle in un preciso spazio di cura. Se tali manifestazioni coinvolgono anche congiunti e familiari, previa disponibilità, è indispensabile includere in tali processi anche loro con la convinzione che partendo da questo presupposto è possibile contribuire a rendere affrontabili anche  situazioni che appaiono senza via d’uscita.    

Dott. Manuele Del Gobbo

 

  Sitografia: 

www.animalieanimali.it

 www.zam.it/biografia_Claude_Levi+Strauss

 

Bibliografia:

 

“Sessualità e psichiatria: riflessioni a partire da un’intervista a Paolo Rigliano” Connessioni n°25 2010 Sessualità Contesti Identità.

Connessioni n° 20 “Paziente Sistema Persona”

“Freud Casi Clinici” Grandi Tascabili Economici Newton 1994

Claude Levi-Strauss “Il crudo e il cotto” Il saggiatore Tascabili 2008

P. Watzlawick J.H. Beavin, D. Jackson “Pragmatica della Comunicazione Umana” Casa Editrice Astrolabio 1971

G. Invernizzi “Manuale di Psichiatria e Psicologia Clinica” McGraw-Hill 2000.

 

 

 

 

 

 

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