Iniziative Idealmente
Foto Friuli

Archivio di giugno 2009

DATE PAROLE AL DOLORE

La depressione è il “male dell’anima” di questa nostra epoca. La sua definizione si è ampliata nel tempo, assumendo confini incerti ed oggi è conosciuta come una situazione che indica indifferentemente umori e comportamenti, sentimenti e patologie, ma soprattutto perchĂ© concretamente rende piatte su ognuno di noi la complessitĂ  delle emozioni umane.

L’emozione che un tempo si chiamava tristezza, nostalgia o malinconia, oggi viene indicata come depressione e la terapia che è consigliata, il farmaco, è rivolta a sopprimere ogni riflessione e ogni approfondimento sui motivi della sofferenza: si richiama l’attenzione sulla depressione ma la cura è il silenzio.

La depressione è anche quel dolore feroce che paralizza e annienta, quella sofferenza che guasta e consuma la voglia di vivere. Di fronte a questa grande confusione clinica e culturale, il libro “Date parole al dolore” affronta questo tema esaminando le definizioni che si attribuiscono al disturbo; si indaga sulle ragioni che lo generano, spiegandone le manifestazioni e, soprattutto, suggerendo le terapie da adottare. Luigi Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta di chiara fama, si schiera apertamente contro la tesi, oggi preponderante, che definisce la depressione una malattia di origine organica e genetica, da curare con gli psicofarmaci o addirittura con l’elettrochock. Secondo l’autore, la depressione non è una malattia ma un sintomo, così come è un sintomo la febbre. Nessuno suggerisce di curare una persona con la febbre alta senza conoscere le cause; e così, anche nella depressione, la cura non può mai tralasciare la ricerca dei motivi che l’hanno fatta insorgere.

La tesi di Luigi Cancrini si percepisce chiaramente: nella cura del disturbo i farmaci servono solo a rafforzare la negazione e a dare un sollievo rapido ed effimero. Passato sotto silenzio il dolore per un periodo piĂą o meno lungo, la depressione si ripresenta con il pericolo di diventare cronica. Soltanto una psicoterapia adeguata sarĂ  in grado di far esprimere e rendere palese la malattia, per mezzo delle parole, pensieri e sentimenti e quindi il dolore, aiutando la persona con depressione a scoprire i motivi della propria sofferenza, a elaborarli e a superarli.

Nell’indicare la strada per questa ricerca, il libro espone chiaramente la differenza tra depressione come reazione “normale” a un evento traumatico e le altre depressioni che sembrano sorgere dal nulla, improvvisamente. Anche per questo ultimo tipo di depressioni – sostiene Luigi Cancrini – esiste sempre una causa scatenante, che la persona, da sola, non è in grado di comprendere e collegare alla propria sofferenza.

Spesso accade che, di fronte alla perdita di una persona cara, di un luogo che non c’è più, di un progetto che non si realizza o finisce, la differenza che si crea tra il significato che una persona dà alla propria perdita, al proprio lutto, in senso lato, e il riconoscimento che gli altri danno al suo dolore è molto rilevante. Nel momento in cui l’altro non c’è, non capisce o non ascolta, si tenta di allontanare dalla coscienza ciò che fa troppo soffrire o di cui non si riesce a parlare: il rifiuto, la solitudine e la paura si trasformano silenziosamente in una rabbia impotente e dolorosa. Un vissuto doloroso, ma accettato normalmente, si trasforma lentamente in uno smarrimento complessivo della coscienza di sé. Ciò che caratterizza la persona depressa è la tendenza a rimuovere o sminuire l’importanza di questi avvenimenti: parlerà più volentieri dei sintomi che l’affliggono, allontanando l’attenzione dalle cause reali della propria sofferenza. L’ambiente, quindi, nel manifestarsi all’improvviso della depressione, influisce sulla possibilità di vivere consapevolmente e di esprimere liberamente la rabbia e il dolore suscitati dal trauma.

Solo una psicoterapia, afferma Luigi Cancrini, raggiunge l’effetto di aiutare la persona a scoprire i fili di esperienze dolorose e traumatiche, liberando la rabbia e l’aggressivitĂ  nascoste dietro la maschera della depressione. Da questa malattia si può guarire e le possibilitĂ  di ricaduta saranno tanto minori quanto piĂą si sarĂ  compreso, mentalizzato ed elaborato il motivo del disturbo. Gli psicofarmaci, invece, non permettendo di indagare sulle cause “oscure” della sofferenza, finiscono per convincere il paziente che la sua è solo una “malattia”, sulla quale egli non ha la capacitĂ  di fare nulla: ha solo la possibilitĂ  di rimuoverla con i farmaci. Questa situazione allontana la persona dai veri motivi che hanno creato il disturbo, e rinforza la negazione del conflitto.

“Date parole al dolore” è un testo fondamentale nell’ attuale dibattito riguardo alla natura della depressione. Rappresenta una sfida a cercare con impegno le ragioni piĂą intime e profonde di un malessere che si può superare provvisoriamente con i farmaci, ma che si può vincere solo affrontando un viaggio all’interno di se stessi, alla ricerca delle ragioni che l’hanno determinato.

Titolo: Date parole al dolore Autori: Cancrini Luigi, Rossini Stefania Editore: Frassinelli Data di Pubblicazione: 1996 Collana: Saggi Pagine: 152

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PROGETTO UN CORPO DI EMOZIONI

SUI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE SPETTACOLO TEATRALE “SCRITTO SUL CORPO”

I disturbi del comportamento alimentare sono un importante causa di disagio e di sofferenza, in modo particolare per le ragazze in fase di preadolescenza, adolescenza e nella prima etĂ  adulta. Possono compromettere lo sviluppo della personalitĂ  e della capacitĂ  di porsi in relazione con gli altri in una fase importante della vita, con conseguenze estremamente negative.

I disturbi dell’Alimentazione, inoltre, deteriorano la qualità della vita della persona che ne soffre e la rendono incapace di vita sociale e lavorativa. La prima parte del progetto è stata dedicata alla formazione dei volontari: sono state trattate le tematiche relative al disturbo (relazione), ed alla comunicazione (relazione).

La seconda fase ha preso avvio con la definizione degli interventi da attuare, in collaborazione con i due istituti di formazione superiore della provincia di Udine coinvolti nel progetto, ed è stato articolato in tre fasi:

  • Incontri seminariali con genitori e insegnanti
  • Incontri con gli studenti
  • Spettacolo teatrale e dibattito conclusivo

Gli incontri con gli studenti hanno proposto il tema: “La via per la bellezza autentica”. Quindi promozione dell’autostima e di una positiva immagine di sé come prevenzione dei “Disturbi dell’Alimentazione”. Sono state trattate i seguenti argomenti:

  • Io ideale e Io reale: il legame tra autostima e accettazione delle forme del corpo
  • Aspetto fisico e immagine corporea
  • Basi culturali dell’insoddisfazione corporea e della ricerca della magrezza, e ruolo dei mass-media
  • Bellezza autentica

LO SPETTACOLO TEATRALE

Si è concluso il percorso del progetto attraverso il linguaggio del teatro. Lo spettacolo, dal titolo “Scritto sul corpo”, è stata realizzato e interpretato dalla compagnia teatrale “Teatro della Sete” di Udine.

Per il video clicca qui

La rappresentazione affronta il problema dei disturbi alimentari, e dell’anoressia in particolare, guardando ai diversi contesti in cui nascono e si sviluppano i deformanti approcci con il cibo. E’una riflessione sulla societĂ , sui suoi modelli e sulla famiglia come cellula di essa.

Realizzato nell’anno 2006-07 all’Istituto Magistrale “C. Percoto” di Udine ed al Convitto “Paolo Diacono” di Cividale del Friuli – Udine. Finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia

L’OPUSCOLO UN CORPO DI EMOZIONI BIBLIOGRAFIA

Questo opuscolo è stato realizzato per illustrare il progetto e stimolare un momento di riflessione sul disagio psichico – opuscolo e   bibliogrelazionerafia.

Finanziato dal Centro Servizi Volontariato del Friuli Venezia Giulia.

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