Iniziative Idealmente
Foto Friuli

Fuorigioca

Fuorigioca – Realizzazione Teatro della Sete per Idealmente Onlus

Sinossi – Un ragazzo è seduto sulla poltrona, in casa, sta giocando alla play station. Il padre lo rimprovera perchĂ© è da troppo tempo davanti allo schermo. Lo esorta piĂą volte ad uscire a giocare all’aria aperta. Il ragazzo risponde a monosillabi. Poi però si prepara per uscire, armeggia con cavi e consolle, indossa il giubbotto. Sembra che il padre l’abbia avuta vinta. Si vede quindi il ragazzo in giardino, nella stessa posizione di prima, seduto sulla stessa poltrona mentre gioca con la play station, posizionata su un tavolino. Il padre lo guarda dalla finestra, sconsolato. Il ragazzo continua a giocare, fino a che non gli arriva un pallone addosso. Lo scosta col piede. Il pallone lo colpisce una seconda volta, poi una terza. Il ragazzo dapprima lo rilancia svogliato, poi quasi si arrabbia, poi invece comincia a prenderci gusto, fino ad alzarsi per andare a giocare, abbandonando la play station. E padre e figlio giocano finalmente insieme a pallone.

Messaggio – Dopo un brevissimo dialogo col padre, il ragazzo interpreta a suo modo l’esortazione ad andare a giocare fuori, e semplicemente trasferisce la play station all’esterno. Il padre sembra aver rinunciato a convincere il figlio ad abbandonare quel gioco sedentario e solitario, e solo alla fine lo spettatore scopre che a coinvolgerlo in un gioco piĂą sano è stato proprio il padre, cambiando la sua strategia e impegnandosi a passare del tempo insieme al figlio.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Non c’è salute… senza salute mentale

Video – Alcune considerazioni sulla definizione di salute mentale.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Faccia a Faccia

Faccia a Faccia – Realizzazione Teatro della Sete per Idealmente Onlus

Sinossi – Un gruppetto di ragazzi è riunito a scuola. Il luogo d’incontro è sulle scale di ingresso. Ognuno di loro durante la conversazione comunica anche con altri via messaggio. Si stanno organizzando per dare man forte ad Anna, che dice di aver subito un affronto da Claudia. Una specie di spedizione punitiva, un atto di bullismo in cui Anna coinvolge gli amici. Anna non si vede mai, comunica con loro solo via messaggio. Pare che Claudia abbia pubblicato una foto senza il suo consenso e adesso Anna è nei guai con i genitori. Una del gruppo non sa bene cosa sia successo, così fa molte domande per capire. Si rende conto che nemmeno gli altri sono davvero a conoscenza del fatto. Quando ad un certo punto arriva Claudia e tutti scappano via per evitarla, resta solo lei, l’unica che vuole andare a fondo. Chiede a Claudia cosa è successo davvero, perchĂ© nessuno gliel’ha saputo dire, e scopre che quello che ha fatto non era così grave, e comunque non intenzionale, e che Anna stava nascondendo altro. Per rompere questa catena di prese di posizione superficiali, le due decidono di andare a parlare con il gruppo faccia a faccia, per evitare un epilogo grave e violento.

Messaggio – Prendendo spunto da un recente fatto di cronaca che ha visto protagonista una giovane in un atto di bullismo pubblico contro una compagna, questo cortometraggio vuole indagare il momento precedente, in cui si forma il “branco” che si rende complice senza approfondire , ma seguendo acriticamente la volontĂ  di un leader. Qui i ragazzi non sanno cosa sia successo, non hanno nemmeno visto la foto incriminata, ma si lasciano condurre dalle parole di Anna, che ha evidentemente un forte potere su di loro.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Spot Idealmente Onlus

Emoji – Un breve spot che illustra le attivitĂ  dell’associazione. Realizzazione Andrea di Varmo

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Ore (Troppo) Piccole

Ore (Troppo) Piccole – Realizzazione Teatro della Sete per Idealmente Onlus

Sinossi – Ci sono tre storie in contemporanea: tre ragazzi con le loro famiglie all’ora di andare a letto. Dopo essere stati invitati ad andare a dormire, i ragazzi vanno di malavoglia nella loro camera, chiudono la porta e, non visti dai genitori, fanno le ore piccole giocando, chattando al cellulare, stando al tablet o al computer. Parallelamente si vedono anche i genitori: davanti alla TV, dormono sul divano o si addormentano con fratellini. Arriva il mattino e suona la sveglia. Tutti i ragazzi sono rimbambiti, si vestono male, non si pettinano, sbagliano scarpe, si versano la colazione addosso, reagiscono male verso i genitori, in un’escalation comica che porta all’assurdo.

Messaggio – La cattiva abitudine dei ragazzi di andare a dormire tardi cui consegue uno scarso numero di ore di riposo, ha come effetto una minore efficienza nelle ore diurne. Parallelamente anche i genitori presentano abitudini non del tutto sane. Questo cortometraggio intende invitare i ragazzi a dedicare la notte al riposo mettendo in ridicolo chi di loro di giorno si ritrova assonnato.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

La salute mentale negli adolescenti

Pubblichiamo il video dell’intervista al dottor Ciccone (Responsabile della Promozione alla Salute dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine) sulla prevenzione dei disturbi mentali negli adolescenti, un argomento sempre di maggiore attualitĂ  in quanto i disturbi mentali, se oggi sono la quarta causa di malattia, secondo proiezioni statistiche nel 2030 saranno al primo posto, con un peso sempre maggiore sul Servizio sanitario nazionale. Nel colloquio vengono toccati vari argomenti come il ruolo della famiglia e delle associazioni di volontariato nel promuovere stili di vita sani.

Riprese e montaggio Andrea di Varmo

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Prevenzione…oggi

la-salute-al-centro

PREVENZIONE …OGGI

GLI STILI DI VITA DEGLI ADOLESCENTI

Udine 16 dicembre ore 16-17,30

Centro Commerciale CittĂ  Fiera

Spazio CSV (1° piano, di fronte alla libreria Giunti)

Interviene  il dott. Luciano Ciccone

Responsabile della Promozione alla Salute

dell’ASIUD – (Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine) 

 

L’Associazione Idealmente onlus, una rete per la salute mentale, si propone di stimolare un momento di riflessione sul disagio psichico. Nasce nel 1994 per volontà di alcuni familiari di persone che soffrono a causa di un disagio più o meno profondo, che coinvolge la loro esistenza e quella di persone a loro vicine. Si propone di offrire un percorso guidato alle innumerevoli difficoltà che si possono presentare. Vuole essere il luogo di accoglienza nel quale potersi ritrovare, come amici, per affrontare assieme ad altri il percorso verso una esistenza pienamente vissuta.

La missione del Dipartimento di prevenzione è garantire la tutela della salute delle comunità locali, fornendo una risposta unitaria ed efficace alla domanda di salute, perseguendo in particolare le strategie di promozione della salute e di stili di vita sani.

Vi aspettiamo numerosi! Partecipazione gratuita 

Per informazioni telefonare allo 389 4743318

o scrivere a idealmenteonlus@yahoo.it

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

English contents

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

After Jericho – The new areas of psychiatry

image1

Dear members and supporters,

The Idealmente Onlus Association non-profit organization wishes you Happy Easter.

We invite you to read this book on Ethnosemiotics by Professor Francesco Galofaro, entitled

AFTER JERICHO – The new areas of psychiatry.

This is the preface.

The text by Francesco Galofaro, third issue of the series of Ethnosemiotics Notebooks, addresses a theme of powerful cultural and political impact upon which the author puts the tools of semiotics and ethnosemiotic observation to the test, in an attempt to increase the understanding and evaluative capacity of the phenomena.

As the title suggests, it discusses the new types of treatment for mental distress resulting from the closure of mental asylums under the Basaglia legislation of 1978, and inevitably inserted, to some extent and in varying ways, within the constitutive networks of everyday social life, through a fall in receptive facilities in the region and socially transparent care and support options, basically shared.

Galofaro’s analyses profit from a certain astuteness: it does not simply involve describing what occurs; what can be seen by going to the residences of those who have become “users” of social care facilities, but rather compares the various places at the moment of transformation itself or rather attempts to draw suggestions for the analysis of the appreciation ‘in vivo’ of the transformations, more or less critical, of these same places at the time of transfer from normal homes to those dedicated to vacation moments (sea and mountain), betting on the significance of the tactics of readjustment of the value of residential spatiality and on the emergence of significant evaluation of the concrete articulations of this same spatiality.

The transfers, the author tells us, are not painless and the new spaces in which a few weeks a year are spent, require a recalibration of values (which are for the most modal values) related to the appropriation of space by each individual, both user and those offering support. The spaces appear immediately as either lived-in spaces and places for privatization strategies or, conversely, communal; sharing that environment that is destined to become the world of the new daily life.

Furthermore the process combines two different approaches that become complementary for the description of the phenomena in question: on one hand Galofaro works on transcriptions of interviews and conversations with users, drawing a very important indication, that for which the analysis of verbal utterances, once focused on grammatical and enunciation choices, can easily be read as a series of declaratory gestures, real, genuine behaviours that provoke placement of individuals with respect to the spatial structures, temporal and actorial of the discourse, with identifications, sorted and put in perspective; on the other hand there is the observation of somatic behaviours, choices regarding spatial occupation, access or concealment strategies that act to reveal the value attributed to the self in the environment contemporaneously, in a situation in which to establish new inter-relationships (new neighbourhoods, new proximities, new public spaces, etc.; it involves an overall reorganization of the image in which the new portion of the world where one lands, is loaded.

An additional point of interest is that the ethnosemiotic observation enables the mutual determination game to be fully grasped, within the same enhancement dynamic, between intent, routes, actions, actorial strategies, on the one hand, and the objectified structures of space, time, rhythm, obstacles and openings, on the other.

In this way, the suggestion of a very general value is drawn, which is to place the dimension of the value as the authentic dimension for understanding subjectivization and objectification processes; processes that can in this way appear to be correlative in value, in fact, relational poles of respective constitution.

From all this one can then draw information to improve discomfort-management policies, research on the articulations of the sense for and with individual users of local health facilities, all of which, inasmuch as explicitly given as the ultimate goal of the work, it basically emerges almost necessarily, in confirmation of the fact that, more than a response to preconceived problems, changing reality draws its maximum effect from the understanding of phenomena for how they are to be read and how they open up to an in-depth analysis with “a scientific vocation”.

Francesco Marsciani, editor of the Ethnosemiotics notebooks. Associate Professor Department of Arts Scientific discipline sector: M-PHIL/ 05 PHILOSOPHY AND THEORY OF LANGUAGES Publishing company Esculapio First Edition: September 2015 Ethnosemiotics Notebooks is a scientific series. It entrusts the assessment of the quality of published works to public discussion and reviews. It does not rely on other forms of preliminary judgement (particularly anonymous), other than editorial decisions under the explicit responsibility of the Editor.

Francesco Galofaro has a PhD in Semiotics Research and is research associate member of CUBE (Centre University of Bologna, Ethnosemiotics). He teaches semiotics of design at Milan Polytechnic, Faculty of Design; Master in Design & Engineering. He is co-founder and editor of the magazine Ocula. His main areas of research are health, cultural heritage and mathematical linguistics.

For members and supporters who have read the Idealmente Onlus Association article, on the occasion of the Easter celebrations, it includes an amusing video, starring jazz dancer Vittorio Gassman and a greeting to the North East * Ska Jazz Orchestra.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Dopo Gerico – I nuovi spazi della psichiatria

image1

Cari soci e simpatizzanti

L’Associazione Idealmente onlus  augura

Buona Pasqua

 Vi invita a leggere questo quaderno di Etnosemiotica

 del  professor Francesco Galofaro  intitolato

DOPO GERICO

I nuovi spazi della psichiatria

Questa è la prefazione

Clicca qui per la traduzione in inglese đź‡¬đź‡§

Il testo di Francesco Galofaro, terzo numero della collana dei Quaderni di etnosemiotica, affronta un tema di forte impatto culturale e politico sul quale l’autore mette alla prova gli strumenti della semiotica e l’osservazione etnosemiotica nel tentativo di ottenere un incremento di comprensione e di capacità valutativa dei fenomeni.

Si tratta, come si evince dal titolo, dei nuovi tipi di trattamento del disagio psichico risultanti dalla caduta delle mura manicomiali, in virtĂą della legge Basaglia del ’78, e inevitabilmente inseriti, in una qualche misura e secondo modalitĂ  variabili,  all’interno delle reti costitutive della socialitĂ  quotidiana, attraverso strutture ricettive calate nel territorio e apparati di cura e sostegno socialmente trasparenti e tendenzialmente condivisi.

L’analisi di Galofaro profitta di un’astuzia: non si tratta di descrivere semplicemente quel che avviene, quel che si può osservare recandosi nei luoghi di residenza di quelli che sono diventati “utenti” delle strutture di cura, bensì di mettere in comparazione tra loro luoghi diversi nel momento della trasformazione stessa, ovvero di tentare di trarre suggerimenti per l’analisi dell’apprezzamento in vivo delle trasformazioni, piĂą o meno critiche, di questi stessi luoghi al momento del trasferimento dalle case abituali a quelle dedicate ai momenti di villeggiatura (mare e  montagna), scommettendo sulla rilevanza delle tattiche di riaggiustamento del valore della spazialitĂ  abitativa e sull’emergenza di valorizzazioni significative delle articolazioni concrete di questa stessa spazialitĂ .

I trasferimenti, ci dice l’autore, non sono indolori e i nuovi spazi in cui trascorrere alcune settimane all’anno richiedono una nuova taratura dei valori (che sono per più valori modali) legati all’appropriazione di porzioni di spazio da parte di ciascuno, sia dal lato dell’utenza che da quello degli addetti all’assistenza. Gli spazi appaiono immediatamente come spazi del vissuto e luoghi per strategie di privatizzazione o, al contrario, messa in comune, condivisione, di quell’ambiente che è destinato a diventare mondo della nuova quotidianità.

Il procedimento, inoltre, accosta due diversi approcci che diventano complementari per la descrizione dei fenomeni in questione: da un lato Galofaro lavora sulle trascrizioni di interviste e conversazioni con gli utenti, traendone un’importantissima indicazione,  quella per la quale l’analisi degli enunciati verbali, una volta orientata sulle scelte di tipo grammaticale e enunciazionale, può essere facilmente letta come una serie di gesti enunciativi, comportamenti veri e propri che producono posizionamenti dei soggetti rispetto alle strutture spaziali, temporali e attoriali del discorso,  con identificazioni, scarti e messe in prospettiva; dall’altro lato è l’osservazione dei comportamenti somatici, le scelte di occupazione spaziale, di strategie di accesso o occultamento,  che diventano rivelatrici del valore attribuito al sĂ© all’ambiente al contempo, in una situazione in cui il costituirsi di relazioni intersoggettive nuove (nuovi vicinati, nuove prossimitĂ , nuovi spazi pubblici, ecc. ) comporta un riassetto complessivo dell’immagine di cui si carica la nuova porzione di mondo in cui ci si trova calati.

E, ulteriore elemento di interesse, l’osservazione etnosemiotica permette di cogliere appieno il gioco di reciproca determinazione, all’interno di una stessa dinamica di valorizzazione, tra gli intenti, i percorsi, le azioni, le strategie degli attori, da un lato, e le strutture oggettivate degli spazi, dei tempi, dei ritmi, degli ostacoli, dei varchi, dall’altro.

In questo modo si trae il suggerimento di valore assai generale, che consiste nel porre la dimensione del valore come la dimensione autentica per comprendere i processi di soggettivazione e di oggettivazione, processi che  possono in questo modo apparire come correlativi nel valore, appunto, poli di relazioni di costituzione rispettiva.

Che da tutto questo si possano poi trarre indicazioni per migliorare le politiche di gestione del disagio, che la ricerca sulle articolazioni del senso per e con i soggetti utenti delle strutture sanitarie locali, tutto ciò, per quanto esplicitamente posto come scopo ultimo del lavoro, emerge in fondo quasi  necessariamente, a riprova del fatto che, piĂą che una risposta a problemi precostituiti, la modifica del reale trae il massimo del suo senso dalla comprensione dei fenomeni per come si danno a leggere e per come si aprono ad un’analisi approfondita “a vocazione scientifica”.

Francesco Marsciani, direttore dei quaderni di Etnosemiotica.

Professore associato.

Dipartimento delle Arti

Settore scientifico disciplinare: M-FIL/05 FILOSOFIA E TEORIA DEI LINGUAGGI

SocietĂ  editrice Esculapio

Prima edizione: settembre 2015

Quaderni di Etnosemiotica è una collana scientifica. Affida la valutazione della qualità dei lavori pubblicati alla discussione pubblica e alle recensioni. Non si affida ad altre forme di giudizio preliminare (in particolare anonime), che non siano le decisioni editoriali sotto la responsabilità esplicita del direttore.

Francesco Galofaro è Dottore di Ricerca in Semiotica e ricercatore membro di CUBE (Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica). Insegna semiotica del progetto al Politecnico di Milano, facoltĂ  di Design, laurea  specialistica in Design&Engineering. E’ co-fondatore e redattore della rivista Ocula. Le sue principali aree di ricerca: salute, cultural heritage, linguistica matematica.

Per i soci e simpatizzanti che hanno letto l’articolo  l’Associazione Idealmente onlus, in occasione delle feste Pasquali regala un video divertente, protagonista Vittorio Gassman ballerino di Jazz. Ed invia un saluto alla

North East *Ska Jazz Orchestra

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail